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Il Centro storico e la sua Rocca Il centro storico, adagiato su una collina tufacea, dista circa 1,5 km dal nuovo centro abitato, che sorge a 422 m. sul livello del mare. Concepito nel Medioevo come avamposto strategico contro assalti nemici, conserva intatto un imponente castello, al quale si accede attraverso un maestoso ponte in pietre originali e ad unica arcata. Ancora visibili alcuni stemmi araldici nel Torracchio e nel portale d’ingresso; inalterata la bellezza e l’austerità del ponte levatoio, che isola il castello dal resto dell’abitato. Nel rispetto dell’urbanistica medioevale, quest’ultimo si compone per lo più di case in tufo rossiccio lambite da anguste viuzze. I resti di antichi palazzi testimoniano invece, l’utilizzo di materiali diversi, come la pietra di basalto della vicina Bagnoregio e i mattoni prodotti nelle fornaci locali. Purtroppo il trascorrere dei secoli e i disastrosi terremoti, che si sono succeduti dal 1600 fin oltre il 1700, hanno devastato, in tempi diversi, gran parte del centro abitato. La particolare morfologia della zona, che evidenzia alla radice un sostanziale strato argilloso, ha inevitabilmente favorito il cedimento e l’erosione della rupe, soprattutto sul versante nord. I primi insediamenti di cui si ha notizia risalgono al XIII secolo a.c., ma appare probabile che la zona fosse già abitata nel Neolitico, visto il ritrovamento di rudimentali armi in pietra. Il rinvenimento di alcune sepolture, i cui corredi funebri sono in gran parte conservati nel Museo Nazionale di Villa Giulia, conferma la presenza nel territorio cellenese di insediamenti umani in epoca etrusca. La continuita’ storica sullo stesso territorio, per l’epoca romana, è attestata da ritrovamenti archeologici molto frammentari. Nei secoli successivi alla caduta dell’Impero Romano, Celleno subì numerosi saccheggi ed assedi da parte dei Goti, Bizantini e Longobardi. Nel 744 Carlo Magno pose fine al dominio longobardo con la sconfitta di Desiderio, e Celleno divenne patrimonio della chiesa. Assegnata alla protezione dei Monaldeschi, Celleno fu coinvolta in sanguinose lotte tra Guelfi e Ghibellini e si alleò con Viterbo contro Orvieto. Altri uomini, tutti di nobili casati dominarono questo territorio, i Gatti, i Vico e gli Orsini. Furono proprio questi ultimi ad alimentare un periodo di violenza e conflitti, alternando alleanze e ribellioni contro la Chiesa e destabilizzando l’intera area della Teverina. Solo verso la fine del XVI sec. la Chiesa potè inglobare nei suoi possedimenti questo importante luogo strategico, per amministrarlo autonomamente fino all’Unità d’Italia (1870 |
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CHIESA DI S. DONATO O PRINCIPALE La costruzione risale circa all’anno 1000. Di stile romanico, conserva ancora due bei portali in basalto lavorato. Internamente era a tre navate con la Chiesa Superiore, dedicata a S.Donato, e quella Inferiore, dedicata a S. Michele Arcangelo. Ancora oggi sono visibili la sede dell’altare maggiore e quella degli altari laterali, tutti con dediche. La Chiesa di S. Donato subì numerosi rifacimenti per terremoti o cedimenti, l’ultimo dei quali il 14 ottobre 1941. Qualche anno dopo la chiesa e tutto il centro storico, interessato sempre più da frequenti crolli, furono abbandonati, e la popolazione si trasferì nel paese nuovo. IL CROCIFISSO LIGNEO NELLA CHIESA DI S. ROCCO Particolare attenzione merita la Chiesa di S. Rocco in Celleno Vecchia. Ubicata all’inizio del rione borgo, quindi “extra moenia”, è dedicata al culto di S. Rocco, santo taumaturgico morto nel 1327 e venerato nell’Alto Lazio, come protettore contro le epidemie e pestilenze. Di pregevole fattura e notevole importanza è il suo portale principale in pietra scolpita. Secondo alcuni critici d’arte è formato da elementi sepolcrali provenienti dalla città di Ferento alla cui distruzione partecipò anche Celleno. Lo stemma, pure di pietra, posto in alto ed al centro dello stesso portale, appartiene alla nobile famiglia Orsini, signori del luogo. |
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Il singolare e suggestivo Crocifisso, che si venera all’interno della chiesa, è collocato nell’urna-alta- maggiore, è una pregevole opera lignea, realizzata tra la fine del XV. e l’inizio del XVI sec. La scultura, che rimanda ad un anonimo artista, compete in stile ed eleganza con un altro Crocifisso ligneo, di scuola donatelliana, venerato nell’antica Cattedrale di S. Donato in Civita di Bagnoregio. Il monumento, ricchissimo di ornati, figure e dorature, è uno straordinario esempio di arte barocca. Per questo è stato dichiarato Monumento Nazionale ed è sotto la tutela del Ministero delle Belle Arti.
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IL BORGO Sviluppatosi nel XV secolo, tutto attorno alla cinquecentesca chiesa di S. Rocco, in seguito all’aumento di popolazione che non trovava più spazio nel centro antico, il borgo è caratterizzato da un nucleo di abitazioni addossate le une sulle altre, poste come a cornice di una piazzetta, il cuore del borgo stesso |
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| La piazzetta Vicolo del Borgo | |
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CHIESA DI S. CARLO Situata nella piazza del centro storico, presenta, ben conservato un portale in pietra basaltina lavorata. La chiesa fu costruita grazie alla generosita’ della popolazione cellenese: la prima pietra fu posta, con solenne cerimonia, nell’anno 1615. Ad essa era aggregata la Confraternita intitolata alla Madonna. IL CONVENTO Costruito nel 1610 con Bolla del Papa Paolo V per i Padri Riformati, era inizialmente una struttura di modesta entita’, ma fu ampliata nel 1769 e potè ospitare fino a 30 religiosi. Al centro del complesso, si può ammirare un Chiostro riccamente affrescato, con al centro una monumentale cisterna puteale, per la raccolta delle acque piovane. Di pregevole livello artistico sono le pitture della Cappella e della Sagrestia, e il Coro ligneo del 1600, posto nell’abside della chiesa. All’esterno del convento, ma ad esso collegata, troviamo una piccola cappella in stile romanico, sicuramente di origine monastica. Il convento racchiude all’interno delle sue mure di cinta un meraviglioso parco di lecci secolari. Dall’inizio degli anni ’80, dopo radicali lavori di restauro, il Convento è divenuto un Centro turistico-culturale, attrezzato con sale per conferenze e convegni, biblioteca e camere con servizi. E’ il luogo ideale per un soggiorno sereno per giovani, meno giovani e famiglie, in quanto offre ampi spazi di relax all’esterno, con campo da tennis e un vasto parco.
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| Veduta L'orto | |